A Miano c’è un museo di Maradona e il gestore è sotto shock
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A Miano c’è un museo di Maradona e il gestore è sotto shock

La scomparsa di Diego Armando Maradona, el Pibe de Oro, ha lasciato al mondo e alla città di Napoli l’amaro in bocca. Per la nostra città non è mai stato un semplice calciatore, ma qualcosa in più. Un uomo che ha riscattato un popolo, unendolo sotto due colori: il bianco e l’azzurro.

Fiori poggiati all’esterno del museo di Maradona a Miano

Massimo Vignati insieme alla sua famiglia gestisce in via Miano un museo dedicato a Maradona. All’interno sono custoditi cimeli, magliette, quadri con un enorme valore affettivo. Una parte di storia del calcio Napoli conservato in una vecchia cantina trasformata dal padre, Saverio, in una vera e propria galleria d’arte.

Riusciamo a farci una chiacchiera insieme a Massimo che ci racconta cosa Maradona fosse per lui e la sua famiglia.

“Al di là del calciatore, io ho perso un fratello e mia madre un figlio, vedere mia madre soffrire così mi ha fatto capire cosa si prova a perdere un figlio”.

Una parte del museo di Maradona a Miano

La famiglia Vignati, infatti, è da sempre legata al calciatore.

“Mia madre era la sua cuoca e governante mentre papà era il custode del San Paolo, vi lascio immaginare il dolore”.

Si sente l’emozione e la sofferenza dell’uomo nel ricordare quello che per i napoletani era soltanto Diego, ma che loro consideravano uno di famiglia, il dodicesimo di undici fratelli, come se fossero una squadra di calcio .

“Un grande uomo, una grande persona, soprattutto umile e con l’umiltà ci nasci questo era Maradona, anzi è”.

Massimo Vignati

Il museo di Maradona: come nasce?

Inizialmente stava tutto al San Paolo, dopo la scomparsa di mio padre (che lavorava come custode lì ndr) ho deciso di portare tutto via per una mia sicurezza personale. Sono tutte cose regalate personalmente a me e la mia famiglia.

Massimo è ancora sotto shock, affranto dalla notizia che mai avrebbe voluto ricevere:

“È stata una notizia improvvisa, come sapeva fare lui, ha fatto un ultimo dribling”. E così l’uomo che ci ha fatto sognare vivrà comunque nei nostri ricordi e anche attraverso questo piccolo angolo di paradiso in quel di Miano.

ARTICOLO DI CARLOTTA PIETRAFESA

- 26 Novembre 2020