Cantautori secondiglianesi: il debutto di Menek
Cultura

Cantautori secondiglianesi: il debutto di Menek

Il desiderio di vivere di musica, ma restando con i piedi per terra. Sembra difficile oggi, eppure è questo che traspare dalle parole di Menek, nome d’arte di Domenico Fusco, giovane cantautore napoletano che ci ha parlato di sé, della sua musica e della voglia di ripartire con i live dopo questo lungo stop forzato a causa del Covid. 

Da dove nasce la tua passione per la musica?

In realtà credo sia qualcosa di innato, ricordo ancora quando mio padre portò a casa una tastiera Casio, avevo 5 o 6 anni ed era la prima volta che toccavo uno strumento; dopo qualche giorno in cui praticamente non mi staccavo da lei riproducevo diverse melodie ad orecchio, e quando i miei mi videro suonarla e mi chiesero se volevo prendere lezioni la mia risposta fu affermativa ed entusiasta. Da allora ho solo introdotto nuovi strumenti, la chitarra intorno ai 14 anni, poi la batteria e la curiosità per qualsiasi cosa che mi permettesse di esprimermi in note. Per cui credo che più che una passione la musica sia semplicemente parte di me.

Un artista/gruppo con cui ti piacerebbe collaborare?

Sono talmente tanti, anche se molti appartengono al passato e purtroppo alcuni ci hanno anche lasciato. La musica però non muore, e anche la scena di oggi offre tanti artisti validi e soprattutto con la voglia di fare arte, piuttosto che sposare progetti commerciali, come spesso purtroppo oggi avviene. Però se dovessi sceglierne uno, credo che poter collaborare con Billy Corgan (compositore/cantautore e leader della storica band Smashing Pumpkins, oggi ancora in attività) sarebbe il coronamento di qualsiasi mio desiderio legato alla musica.

Come mai hai scelto questo nome d’arte?

In realtà Menek è un nomignolo che mi accompagna ormai da vent’anni circa; credo mi sia stato dato quando avevo 13 o 14 anni da un animatore in un villaggio turistico, semplicemente perché assonante col nome Domenico, poi l’ho portato con me attraverso l’epoca dei nickname, fino ad arrivare ad oggi. Quando ho pensato al nome con il quale volevo promuovere la mia musica e il mio progetto in realtà mi sono accorto che nessun’altra idea era efficace come questo “soprannome” che con affetto era stato già con me così tanti anni.

Qual è il tuo sogno nel cassetto musicalmente parlando?

Vorrei prima di tutto tornare a suonare dal vivo con costanza, cosa che purtroppo il Covid ci ha negato; poi spero di portare la mia musica, le mie parole e le emozioni che voglio esprimere a quante più persone possibili. Se devo sognare però riassumo quanto sopra e dico che vorrei un giorno potermi esibire davanti a migliaia di persone che cantano le mie canzoni e vibrano un po’ con la mia anima. Però credo che già il fatto che oggi possa dedicarmi alla “mia” musica sia un privilegio, in fondo anche quando da solo compongo con la mia chitarra, l’obiettivo resta lo stesso, emozionarmi ed emozionare.

ARTICOLO DI SARA FINAMORE

- 17 Luglio 2021