Dalla Vanella Grassi ai riflettori dell’Alta moda: la storia di Daniele Giampietro
Cultura

Dalla Vanella Grassi ai riflettori dell’Alta moda: la storia di Daniele Giampietro

La storia di Daniele Giampietro ci insegna che non importa da dove arrivi, non importa quante possibilità tu abbia, l’importante è che tu abbia un talento e che tu ci creda. Sembra una favola, ma è la realtà di un 28enne partito da Secondigliano e che oggi è uno stilista affermato nell’ambito dell’alta moda calzaturificia italiana. Il suo talento l’ha portato già a grandi riconoscimenti e a confrontarsi con i grandi marchi della moda internazionale. Ad oggi è il direttore creativo del brand D Milano e ha ottenuto il secondo posto all’International Footwear and Bags Design Awards 2020 affermando il suo talento nel mondo.

Ciao Daniele, così giovane eppure già così affermato nel mondo della moda. Come ti è venuta questa passione?

La mia passione è nata dalla voglia di riscatto. Ti spiego, io sono cresciuto in una zona di Secondigliano, via Vanella Grassi, che nei primi anni duemila fino al 2009 non è stato il luogo più bello del mondo in cui poter vivere. Da casa mia purtroppo quello che vedevo era spaccio, situazioni degradanti e guerra. Questa situazione terribile mi ha portato ad esprimere il disagio personale attraverso i miei disegni. Io non volevo essere come le persone che vedevo da casa mia e non volevo finire nello stereotipo di Secondigliano/camorra. Quindi mi sono creato una bolla, nella quale c’ero solo io e i miei disegni. Alla fine quella situazione disagiante mi ha dato la forza di reagire creando qualcosa di bello che poi, inaspettatamente, sarebbe diventato il mio lavoro.

Da Secondigliano ai grandi marchi di lusso, ci racconti com’è stato il tuo percorso?

Ho fatto un percorso molto articolato, fatto di balzi in avanti e balzi indietro. Data la situazione economica familiare non proprio delle più rosee ho iniziato a lavorare prima di studiare anche per aiutare la mia famiglia e fatto qualche lavoretto proprio inerente alla moda.

Molti mi chiedevano: “Perché non studi?”, ma essendo molto insicuro pensavo “l’accademia costa, e mica questi qua prendono me che non ho soldi e che sono di questo quartiere?”.

Poi per caso vidi che la Regione Campania offriva dei corsi regionali sul design della calzatura, lo frequentai per sei mesi e verso la fine di questo corso venni a sapere di un corso al quale ci si poteva accedere attraverso una borsa di studio presso l’Accademia della Moda di Napoli, la IUAD. Sotto spinta dei miei amici e del mio compagno decisi di candidarmi, e dopo due giorni mi chiamarono per dirmi di essere arrivato primo aggiudicandomi quindi la borsa di studio. Ho intrapreso così questo percorso di studi straordinario che mi ha offerto delle grandi opportunità e aperto un mondo che non avrei mai potuto immaginare.

Di quali opportunità parli?

Grazie all’Accademia sono stato notato dal presidente Michele Lettieri che mi ha dato la possibilità di conoscere un esponente mondiale della calzatura Pasquale Della Pia, vicepresidente di Assocalzaturifici e dell’Unione Industriali di Napoli, abituato a collaborare con i più importanti marchi di lusso che al momento è il mio titolare insieme al fratello Giovanni Della Pia

Da quando lavoro con lui la mia vita è cambiata, sono diventato capo designer del brand D. MILANO, collaboro con i più grandi marchi di lusso e le mie collezioni hanno fatto il giro del mondo.

La tua si può definire una storia di successo non credi? Come ti sei sentito in questi anni e come ti senti adesso?

Per me è ancora tutto nuovo e io non smetto mai di studiare, imparare e conoscere. Sai per noi giovani di Secondigliano, ma mi sento di dire noi giovani in generale, non è facile realizzarci perché ci sono poche opportunità quindi l’unico modo che hai per riuscirci è essere ostinato, insistere e avere anche qualcuno che ti supporti. Io sono una persona insicurissima, non avrei mai pensato che io, Daniele da Secondigliano, senza soldi ma con solo i miei disegni avrei realizzato quello che per me è una sorta di miracolo. Anzi è anche un po’ una rivincita per il posto da cui vengo che, nel bene o nel male, ha inciso in modo determinante sulle mie scelte e su quello che sono riuscito a realizzare.

E devo dire che se ci sono riuscito è stato anche grazie al mio compagno Marco che da 10 anni è sempre costantemente al mio fianco supportandomi e sopportandomi senza limiti. 

Te la senti di dare un messaggio positivo a tutti i ragazzi di Secondigliano, ma non solo, che come te hanno solo il talento e i sogni con cui potersi realizzare?

Quello che mi sento di dire è di investire su stessi, credere nel proprio talento qualunque esso sia e circondarsi di persone che vi sostengono sempre. Date valore a voi stessi, credeteci e coltivate quel sogno che potrebbe diventare il vostro lavoro. Ovviamente un ragazzo da solo non ce la fa e io spero che si crei attorno ai loro desideri una comunità, qualunque essa sia, capace di farli emergere che sia la scuola o la famiglia, basta che non vengano lasciati e abbandonati a loro stessi.

ARTICOLO DI MARIANNA TORRE D’AGOSTINO

- 22 Gennaio 2021