Io, sportivo, sopravvissuto al covid: intervista ad Antonio Comi
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Io, sportivo, sopravvissuto al covid: intervista ad Antonio Comi

“La vita è una sola”. Antonio Comi, 27 anni, maestro di sport da combattimento, vincitore di numerosi titoli, dopo l’ultimo mese passato ad affrontare il covid, sente di dare questo unico quanto semplice messaggio: la vita è una sola e il virus non può essere preso sottogamba.

Raccontaci la tua esperienza con il Covid:

Per niente bella e per niente leggera. Nonostante la mia età e il mio stato di salute da atleta, ho avuto quasi tutti i sintomi tipici di questo virus. Un’assenza totale di forze che mi ha portato alla polmonite. Inoltre, al di là delle energie fisiche che vengono meno, anche psicologicamente ti butta giù e ne risenti per moltissimo tempo. 

Il fatto che tu sia un atleta, ha influito sulla reazione che ha avuto il tuo corpo rispetto al virus?

Essere uno sportivo mi ha aiutato nella ripresa. Ovviamente la parte più importante è stata quella mentale, dalla volontà di continuare a combattere. È stata dura, ma direi che non è ancora finita.

Come ti senti oggi?

A distanza di un mese ho ancora qualche piccolo dolore che non mi permette di allenarmi. Questa malattia mi ha tolto 15 kg nonostante tutti i medicinali presi, come ad esempio il cortisone, che di solito tende ad ingrossare il corpo. Questa perdita di muscoli e di forze mi ha fiaccato, ma l’obiettivo adesso è ricominciare pian piano a ritornare sulla via intrapresa negli anni.

Rispetto a tanti che ancora oggi continuano a non credere nell’esistenza del virus, che messaggio senti di dare, anche in base alla tua esperienza appena trascorsa?

Mi fa rabbia vedere persone in giro senza mascherine, che si vantano di essere forte e che si vantano di non credere in questa situazione. A 27 anni da sportivo che non fuma, non beve e non ha patologie ci sono ancora dentro e posso dire che il virus c’è e fa tanto male. C’è chi è asintomatico e chi non lo è. Io mi ritengo tanto fortunato, perché ci sono passato e ne sto uscendo, ma c’è chi non è sopravvissuto o non sopravviverà. In tal senso spero che chi non crede si ravveda presto: prenderla alla leggera è la cosa peggiore che si possa fare in questo caso.

ARTICOLO DI GIUSY CRISTIANO

- 16 Novembre 2020