L’idea che mancava: Natwork. Intervista al fondatore, Roberto Mendone
Cultura

L’idea che mancava: Natwork. Intervista al fondatore, Roberto Mendone

Secondigliano è un’officina creativa e sempre in espansione e questo ce lo dimostra l’attività imprenditoriale della famiglia Mendone presente sul territorio sempre con idee fresche, innovative e rivolte al futuro. A parlarcene è stato Roberto Mendone, il quale ci ha parlato della prima iniziativa vincente – viaggiuniversitari.it – che può vantare il primato di tour operator per giovani più grande di tutto il sud italia (ma in realtà tanti giovani italiani da ogni parte della penisola viaggiano con loro) per poi soffermarci sull’altro progetto che sta nascendo natwork.it una piattaforma digitale con la quale creare un contesto lavorativo dinamico e di eccellenza.

Qual è stata la prima attività?

Io sono un imprenditore, lavoro nel mondo del turismo e circa dieci anni fa con mio fratello Fabio abbiamo fondati viaggiuniversitari.it. Noi siamo un’azienda quasi del tutto familiare, ci sono almeno 5 collaboratori, più altri dipendenti.

Viaggiuniversitari.it è un tour operator per i giovani, organizziamo vacanze per i ragazzi dai 18 ai 25 anni e queste vacanze sono caratterizzate da un alto valore aggiunto, perché con noi non comprano soltanto alloggio e trasporto ma anche attività, feste, escursioni,  e quindi “esperienza” ed è come se noi vendessimo socializzazione e turismo. L’azienda ha sede a Corso Secondigliano, ma vendiamo in tutta Italia e questo è due volte più bello perché immaginare che ci siano dei ragazzi di Bolzano che acquistano da un’azienda targata 80144 fa molto piacere perché tra Secondigliano e Bolzano ci sono tantissime agenzie e se scelgono noi vuol dire che abbiamo quel qualcosa in più che accorcia i km che ci separano. 

Com’è nata l’idea di questa attività e come avete fatto a consolidarvi sul territorio nazionale?

L’idea nasce quasi per gioco, io ero rappresentante degli studenti all’Università, mio padre aveva un’agenzia di viaggi e organizzammo così la prima vacanza nel 2008 con solo 42 persone ma senza pensare ad un’idea di profitto, la facemmo per divertimento. E il divertimento fu così tanto che, senza neanche i social, su Msn partì un tam tam e l’anno dopo da 42 passammo a 300 fino ad arrivare ad esserne migliaia.

Io credo che questa crescita sia dovuta a tutta una serie di fattori, sicuramente le persone che hanno collaborato in azienda sono state ottime, i social network ci hanno poi dato una mano per farci conoscere e sicuramente l’intuizione che c’è stata alla base. Mi spiego: quando abbiamo iniziato a crescere e a vedere che sempre più ragazzi volevano fare questo tipo di viaggio, ci siamo resi conto che c’era alla base un’esigenza dei ragazzi di partire e di conoscere, socializzare e stare in mezzo ad altre persone con cui fare esperienza. Ecco forse siamo stati i primi ad offrire un “turismo esperenziale”. 

I nostri viaggi sono organizzati nei minimi dettagli, ovviamente non offriamo i migliori alloggi perché il prodotto è low cost, quello che non è low cost è il nostro staff. Ce n’è uno dei nostri, ogni 25 passeggeri ciò significa che i ragazzi non vengono lasciati soli e c’è sempre qualcuno lì pronto a risolvere e gestire qualsiasi tipo di evenienza e al contempo i ragazzi dello staff diventano esperti del luogo che possono consigliarti le cose migliori che il luogo offre e in questo modo vengono limitati i tempi di ambientamento e la vacanza inizia esattamente dal momento in cui si parte.

Oltre questa attività, ne sta nascendo un’altra, natwork.it. Di cosa si tratta?

Per lavoro ho vissuto un po’ di anni a Milano e quello che più mi è piaciuto del capoluogo lombardo è il fervore imprenditoriale e culturale che c’è. Napoli dal punto di vista culturale non ha nulla da invidiare, ma per quanto riguarda il profilo imprenditoriale, aziendale, innovazione Milano è sicuramente un polo di eccellenza e lì i ragazzi di tutta Italia trovano un contesto favorevole in cui prosperare, perché c’è sempre possibilità di fare qualcosa, di apprendere qualcosa o di diffondere il know-how che uno acquisisce e penso che questo possa avvenire anche a Napoli ma che i nostri ragazzi talentuosi siano un po’ scollegati tra loro. Così insieme ad altri ragazzi, al momento ne siamo una quarantina tra i 30 e i 40 anni, giovani imprenditori, professionisti o studenti meritevoli abbiamo creato quest’organizzazione che si chiama Natwork quindi un network inteso come rete di persone.

Natwork è un’organizzazione che ha come compito quello di avvicinare le risorse eccellenti, capaci, che sanno fare qualcosa e hanno delle competenze e abbiano il desiderio di metterle a fattor comune. Ad esempio, io sono bravo nel project managment e posso insegnare questa competenza magari ad un’altra persona che è brava nel public speaking e quindi io gratuitamente metto a disposizione un’ora del mio tempo per fare formazione agli altri e gli altri possono fare lo stesso con me e con altri.

Questo è solo uno degli strumenti di Natwork, ci sono tanti eventi anche di carattere ludico o di creazione di nuovi progetti dalla fusione del lavoro di professionisti diversi creando così delle opportunità anche lavorative per i ragazzi ma anche per la stessa città di Napoli creando un contesto favorevole affinché la città e i giovani prosperino qui.

Quindi formazione, network inteso come persone capaci che collaborano per far nascere progetti comuni, incontri conviviali ma anche una piattaforma in cui conoscere ottimi professionisti da poter assumere in contesti aziendali già consolidati. 

Come avviene quest’incontro tra persone?

Al momento c’è un sito internet che stiamo lanciando (www.natwork.it) in cui carichiamo degli eventi a cui a tutti coloro che si sono iscritti al sito arriva un’email per poter partecipare o meno. Quindi chi propone un evento manda la mail, chi vuole partecipare la riceve ed accetta, si viene a creare così un rapporto ambivalente dove c’è voglia di dare ma anche voglia di ricevere. 

È tutto assolutamente gratuito, lo facciamo solo per rendere il contesto napoletano più stimolante e più fertile. La verità è anche che c’è bisogno di una certa gratificazione lavorativa che spesso viene a mancare, un ragazzo che va a Milano per lavorare non lo fa solo per una questione di stipendio ma lo fa soprattutto per sentirsi realizzato e avere l’idea di poter avere davanti a se un percorso definito o comunque di crescita e miglioramento di lungo periodo ma soprattutto perché il suo lavoro viene gratificato. L’obiettivo è questo, la creazione di un contesto napoletano in cui anche i ragazzi di Napoli che vogliono restare a Napoli possano avere questa sensazione di crescita e di gratificazione personale.

Ci sono altri obiettivi legati a questa piattaforma?

Al momento no, però l’appetito vien mangiando. È chiaro che se metti insieme un certo numero di persone che ha idee, voglia di crescere e spirito d’iniziativa, può nascere qualunque cosa. E infatti noi non l’abbiamo dotata di una struttura associativa, al momento è “liquida” e può prendere la forma di qualunque cosa riusciamo a farla diventare.

C’è qualche altra cosa che vorresti aggiungere?

Guarda ti dirò che a me piace fare impresa qua, in questo territorio. L’idea di contribuire al benessere del territorio, pagando le tasse e far crescere questo luogo mi piace. Forse sarebbe più facile andare altrove, però siamo felici di essere qua a Napoli e la mia aspirazione è far crescere un contesto positivo per altri giovani. Io ho ricevuto tantissimo da questa terra, me ne sono reso conto soprattutto quando ho lavorato fuori con ragazzi provenienti da tutta Italia, noi ragioniamo in modo più veloce o più smart ed è un grande punto di forza. L’unica cosa che ci manca è il contesto favorevole che spero possa realizzarsi il prima possibile. 

ARTICOLO DI MARIANNA TORRE D’AGOSTINO

- 1 Marzo 2021