Rosario Esposito La Rossa: da spacciatore di libri a King dell’editoria italiana
Cultura

Rosario Esposito La Rossa: da spacciatore di libri a King dell’editoria italiana

Rendere giustizia a Rosario Esposito La Rossa in una breve descrizione è un’impresa assai difficile. Il suo nome negli ultimi giorni è al centro di un evento straordinario: Stephen King verrà pubblicato a Scampia e lui, insieme a tutta la sua squadra, è l’uomo dietro l’impresa. Durante il nostro breve colloquio ha sempre parlato al plurale ho sempre sentito “noi” e mai “io” e forse questo fa la differenza. 

Rosario nasce e cresce a Scampia. È uno scrittore, un editore e anche un libraio. Nel 2016 il Presidente Mattarella lo ha nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno contro il degrado sociale e per la sua creatività ed è stato nominato Ambientalista nel 2020 per i suoi libri ecologici.

Ciao Rosario, per cominciare questa intervista partirei da una mia curiosità: tu, invii una mail chiedendo di pubblicare Steven King. Tralasciando una serie di considerazioni, tralasciando quel giusto mix di follia e coraggio, ti arriva la risposta ed è un “sì”. Come hai reagito? Come hai risposto? E soprattutto, sei riuscito a dormire quella notte?

Allora, io vorrei passasse un concetto: noi tutta questa roba l’abbiamo preparata. Abbiamo avuto una visione, non è stato un colpo di fortuna. Stephen King non è il traguardo, è una tappa di un percorso che abbiamo voluto volontariamente iniziare con Stephen King, ma seguiranno altri nomi nei prossimi mesi di caratura molto importante.

Come dicevo, Stephen King è la seconda tappa di un percorso iniziato con l’ingresso in Mondadori da un punto di vista della distribuzione e promozione. Noi siamo l’unica casa editrice del Sud Italia che fa parte della distribuzione Mondadori affianco di Mondadori Einaudi. Inizialmente non ci hanno detto subito si, anzi. 

I suoi agenti, all’inizio, ci hanno detto proprio così: “Ma voi non avete i soldi per sedervi con Stephen King!”. Noi ce ne siamo un po’ fregati di questa risposta e abbiamo insistito. Abbiamo spiegato chi eravamo e quegli stessi agenti sono stati fondamentali perché hanno spiegato a King qual è il concetto della nostra casa editrice. Solo allora abbiamo festeggiato, quando insomma lui ci ha inviato il contratto firmato. 

È stato un giorno bellissimo. Sapevamo che avrebbe cambiato la nostra casa editrice. Un colpo da 500milioni di copie. Lui è un grandissimo, parliamo di un libro mai stampato in Europa. 

Ritornando al libro. Il focus principale del titolo che pubblicherete – Guns, contro le armi – è quello di un tema delicatissimo: le armi in America. L’autore inizia a scrivere dopo una strage in una scuola elementare che porta alla morte di 20 tra bambini e bambine. Armi, Scampia, bambini: insomma questa scelta è stata mirata o è stato semplicemente un caso? 

MIRATISSIMA! Noi pubblichiamo narrativa civile, King è autore principalmente di thriller. Non avrebbe avuto nessun senso. Siamo stati bravi perché abbiamo pubblicato un grandissimo autore senza perdere la nostra identità, questo ha fatto la differenza. 

Pubblichiamo lo Stephen King attivista, intellettuale, che parla di armi. In un quartiere come il nostro, si rivolge ai giovani. Credo che questa cosa possa fare la differenza. 

La notizia che voi pubblicherete questo libro sta avendo un respiro internazionale. So che anche il The Guardian si è interessato, da Scampia al The Guardian, quali sono le tue considerazioni in merito? Penso che cambino un po’ i sogni, gli obiettivi dopo King. 

Non mi fraintendere, ma ecco, noi vogliamo creare un’industria culturale. Ci siamo scocciati di questa editoria campana, autoreferenziale che pubblica solo libri di Napoli, su Napoli che a Milano non si cagano proprio di striscio, per esempio. Vogliamo creare qualcosa che possa competere, non imitarle ma quanto meno studiare le altre realtà. Questo è il nostro vero grande desiderio, provare a crescere ulteriormente, piazzare altri colpi, imparare e continuare a studiare. 

I sogni ora sono questi, annunciare presto altri colpi e poi aprire l’Ospedale dei libri che è il nostro grande progetto culturale e che prevede che presso la nostra sede, La Scugnizzeria, ci sia uno spazio dedicato alla stampa artigianale fatta a mano pensata esclusivamente per i bambini. 

Vuoi raccontarci invece un po’ della Marotta&Cafiero?

È una casa editrice prettamente ambientalista, fa scelte ecologiste e quindi pubblica solo su carta riciclata certificata, con inchiostri non inquinanti e colle senza plastificanti. È una casa editrice under 35, che ha sede tra Scampia e Melito, ma siamo tutti di Scampia e che ha aperto una libreria dopo 40 anni nella periferia Nord di Napoli che si chiama La Scugnizzeria. È una casa editrice che ha pubblicato 120 libri tra cui, appunto, Stephen King, Günter Grass, Raffaele La Capria, Osvaldo Soriano, Pino Aprile, Che Guevara. 

È una casa editrice che si occupa prevalentemente di narrativa civile. Storie di riscatto, di periferie del mondo, di sud del mondo. Il tutto con una forte impronta grafica, c’è un grande lavoro grafico dietro i nostri libri. 

So che sei diventato editore a 19 anni, dopo aver scritto un libro a 17 anni molto tuo, molto personale. Pubblicato proprio con la Marotta&Cafiero, ti andrebbe di parlarmi anche di questo?

Ho perso un cugino durante la prima faida di Scampia. Un mio parente, Antonio Landieri, è stato ucciso per errore ed io ho scritto un libro per ricordarlo, per far sì che non diventasse una vittima innocente di camorra e basta. Questo libro è stato pubblicato dalla Marotta&Cafiero e, dopo circa due anni dalla pubblicazione di questo libro, che andò molto bene, ci aiutò molto per la battaglia, i proprietari Tommaso Marotta e Anna Cafiero decisero di regalare a me e a mia moglie la casa editrice. Ci siamo impegnati in questo progetto che stiamo portando avanti e ci sta dando risultati. È da lontano che abbiamo iniziato insomma. 

Che futuro vedi per Scampia? E quale per la Marotta&Cafiero?

Per Scampia mi auguro che si continui su questo filone del cambiamento. È già un altro quartiere rispetto a quando è stato ucciso mio cugino. Mi auguro che presto possa aprire l’Università e so che è quello che farà veramente la differenza. Non solo sul piano dell’immagine, ma anche economico. Questo è quello che mi auguro. 

Per la Marotta&Cafiero non è semplice, noi siamo cresciuti in un momento in cui tutti falliscono, mettiamola così. C’è tanta gente, soprattutto nel mondo editoriale che ora sta chiudendo. Vogliamo ingrandirci, diventare la casa editrice di Napoli come Sellerio a Palermo. 

È partita la prevendita del libro…

Si, stiamo vendendo un libro al minuto!

Grandissimo! Ma più del libro di King, vorrei che tu lanciassi un messaggio, invogliassi alla lettura. Diciamolo, non siamo un paese che legge molto. 

Si, guarda il messaggio è semplice: andate in libreria a scegliere. Perché il dramma dell’Italia è che siamo l’unico paese al mondo dove i libri in età scolare li decidono i professori e non gli studenti. La conseguenza è che uno è costretto a leggere cose che non ama e si crea un distacco, una distanza con il mondo della lettura. Quindi andate in libreria è scegliete che sia pure il Corriere dello Sport inizialmente ma avvicinatevi a questo mondo della lettura, però scegliendo quello che vi piace. Non esistono letture buone e letture cattive. 

ARTICOLO DI GIUSY DI STAZIO

- 17 Gennaio 2021