Sette trofei in dieci anni: il talento di Francesco Iaconangelo
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Sette trofei in dieci anni: il talento di Francesco Iaconangelo

Francesco Iaconangelo, secondiglianese, classe 1994, campione italiano di kickboxing ha conquistato il settimo titolo di fila, partendo così già carico per il prossimo mondiale di kickboxing da giocare in casa – a Jesolo – il prossimo ottobre.

Sono molto contento di aver ottenuto questo premio, e devo dire che è stato più emozionante del solito perché è stato ottenuto a seguito del periodo pandemico che stiamo vivendo. Con le palestre chiuse è stato difficile allenarmi, ho dovuto quindi provvedere da solo e a casa, ma nonostante il senso di solitudine e il covid ce l’ho fatta comunque e questo è quello che conta veramente”. 

Ma come ti è nata questa passione? 

“E’ nato tutto per caso. Io essendo figlio unico ho sempre fatto sport per poter socializzare con altri miei coetanei, così da piccolo facevo pallanuoto all’Aquila nuoto proprio sul corso Secondigliano, poi con l’avvento del liceo decisi di iscrivermi in palestra. Qui conobbi il mio Maestro che mi invitò per caso a iniziare la kickboxing.”

Un caso fortuito direi, visto che in dieci anni hai vinto 7 titoli, no? E poi dopo aver iniziato come sono andate le cose?

Io e il mio maestro ci spostammo nella palestra del Maestro Gianni Maddaloni a Scampia. Partecipai alla prima gara regionale, ottenendo un secondo posto e poi giù di li ho partecipato ad altre gare ottenendo tra l’altro due volte il podio mondiale (arrivando terzo) e tre volte quello europeo (arrivando secondo). E adesso sono reduce dal primo posto del campionato italiano di kickboxing.

Tu hai toccato vette incredibili, raggiungendo traguardi importanti in Italia e nel mondo. Come ci si sente ad essere così grandi e a provenire da una periferia di Napoli come Secondigliano?

Per me è un onore, è bellissimo poter vincere e poter dimostrare quanto buono c’è in realtà in questa terra. Io sono uno dei pochi del sud Italia convocato in nazionale e questo mi inorgoglisce ancora di più perché è come se riscattassi questa terra. Mi sento una sorta di “Ambasciatore”, perché nonostante i tg, nonostante si racconti e se ne parli sempre male di questa terra, io so che c’è anche del buono e mi fa piacere far vedere quanto ad esempio lo sport possa tirare il meglio di una persona anche quando nasce in un territorio non proprio privilegiatissimo. 

E vincere è ogni volta ribaltare la situazione, perché anche uno di Secondigliano può farcela, può vincere contro ogni avversità.

Io credo in generale che lo sport aiuti nella vita, sotto ogni punto di vista, sia per quanto riguarda il benessere psicofisico che quello sociale. Quando ero nella palestra di Maddaloni, spesso, abbiamo tolto i ragazzini dalla strada e li abbiamo avvicinato allo sport, in questo modo sono riusciti a darsi delle regole, impegnarsi e a tirare il meglio di loro stessi e metterlo in pratica. 

La kickboxing, in Italia, non è uno sport molto conosciuto o al quale viene data molta risonanza nazionale eppure proprio tra di noi c’è un campione italiano convocato da sei anni in nazionale. Questo è certamente un motivo d’orgoglio e ci inorgoglisce ancora di più pensare che Francesco ha conseguito gli ultimi successi grazie al maestro Fulvio Panarella che lo segue ormai da quando ha mosso i primi passi nell’ambiente ma anche grazie alla FIT Dojo di Capodichino nella quale i proprietari Christian e Mirko Crispo non solo hanno investito nello sport ma anche nel campione stesso consentendogli la migliore preparazione necessaria per il calibro delle gare che il campione nostrano deve affrontare, come i prossimi mondiali di Jesolo.  

ARTICOLO DI MARIANNA TORRE D’AGOSTINO

- 20 Giugno 2021