Una strada per Stefania, vittima di femminicidio
Cronaca, Politica

Una strada per Stefania, vittima di femminicidio

A differenza del nome, via Cupa Grande è una piccola stradina che si può percorrere in un unico senso che congiunge il rione Don Guanella con il rione San Gaetano. Nei prossimi tempi non sarà più cupa, ma vivrà di luce propria perché verrà intitolata a Stefania Formicola, vittima di femmicidio nel 2016 per mano del marito, Carmine D’Aponte poi condannato all’ergastolo.

A far sì che il nome di Stefania restasse per sempre scolpito nella memoria di tutti lo ha deciso la VI commissione della VII municipalità presieduta dal consigliere municipale Gennaro D’Arco con delega alla toponomastica. 

Era il 2016 e Stefania Formicola, 28 anni originaria del rione Don Guanella, venne uccisa dal marito poiché lei aveva deciso di lasciarlo. Una violenza inaudita, inutile, feroce come capita ancora troppe volte.

A darne la notizia è il consigliere D’Arco a cui abbiamo rivolto qualche domanda.

L’omicidio, o meglio il femminicidio di Stefania, sconvolse un’intera comunità. Come è nata ed è stata portata avanti l’iniziativa?

L’idea è nata a seguito del lavoro svolto dalla VI commissione di voler dedicare alcune delle strade del nostro quartieri a personaggi illustri e simbolici dello stesso. Tra questi sono stati individuati i nomi di Vincenzo Di Maro, medico vittima dell’alluvione di Sarno e Gianluca Ciminiello, vittima innocente di Camorra. E tra questi nomi, non poteva mancare quello di Stefania Formicola, vittima innocente di femminicidio. L’individuazione della strada è stata portata avanti con grande collaborazione dalla VI e VII commissione presieduta dalla consigliera Jose Salomone e l’iter che si è concluso con l’approvazione del cambiamento di via cupa grande in via Stefania Formicola.

Nel 2016 accadde a Stefania, nel 2019 a Norina Matuozzo. Due femminicidi che hanno sconvolto l’intera comunità, oltre al ricordo di Stefania, c’è quindi anche una volontà di sensibilizzare la cittadinanza circa il tema di violenza sulle donne?

Certamente il fine ultimo di questa decisione riguarda proprio il voler tenere alta l’attenzione e ricordare sotto il nome di Stefania tutte le vittime innocenti di questi diritti efferati. Noi come istituzione vicina al territorio abbiamo l’obbligo di ricordare queste persone e ricordare il perché sono morte affinché non si verifichino più situazioni del genere. Devo dire che su questa questione c’è stata una grande collaborazione da parte di tutti i colleghi della commissione che hanno ritenuto doveroso portare in essere questo atto indipendentemente dagli schieramenti politici.

Il primo dicembre c’è stata l’approvazione della richiesta del cambio nome e in videoconferenza hanno partecipato anche i genitori della 28enne.

Si, devo dire che quello è stato un momento molto emozionante. La presidente Salomone ha redatto una relazione sull’intera vicenda e ripercorrere tutto è stato davvero toccante. C’è stata poi la valutazione all’unanimità ed è stata poi inviata richiesta al servizio toponomastico del Comune di Napoli e all’assessore preposto alla toponomastica del comune di Napoli. In realtà l’iter è molto lungo e la burocrazia non ci aiuta, ma noi cercheremo di fare il possibile per accorciare i tempi.

Intanto la famiglia di Stefania sta combattendo un’altra battaglia, cioè ottenere per i nipoti, figli di Stefania, il cognome della figlia eliminando quindi quello del padre. 

ARTICOLO DI MARIANNA TORRE D’AGOSTINO

- 6 Dicembre 2020