Voragine sul quadrivio, i parenti delle vittime: noi abbandonati da tutti
Cronaca

Voragine sul quadrivio, i parenti delle vittime: noi abbandonati da tutti

Il 23 Gennaio del 1996 al quadrivio di Secondigliano si aprì una voragine. Una fuga di gas durante la costruzione della strada Statale 87 NC che doveva collegare Arzano a Miano. Una tragedia in cui morirono 11 persone. 

Nel 2000 i parenti delle persone scomparse in quell’occasione costituirono l’associazione delle “Vittime della tragedia di Secondigliano. Nello stesso anno, il Comune di Napoli realizzò nel luogo della voragine una piccola cappella commemorativa, un posto simbolico per non dimenticare. 

“Il Comune di Napoli ne paga ancora le utenze, ma dal 1996 ad oggi non è mai stato messo un dito di calce, non è mai stata fatta manutenzione, solo interventi straordinari in occasione della commemorazione del 23 Gennaio”- ci spiega il presidente dell’associazione, Sandro Russo, che aggiunge: “dobbiamo sempre sollecitare il Comune affinché intervenga”. 

Il piccolo tempio in ricordo delle vittime della tragedia di Secondigliano attualmente versa in uno stato di totale abbandono: è circondato da erbacce ed immondizia, il tetto, a causa del maltempo, è sul punto di cedere e la fontana che si trova appena fuori la cappella non funziona da anni.

“L’anno scorso alla commemorazione c’erano tutti. Il presidente di questa municipalità ed un delegato del sindaco di Napoli. Hanno anche fatto tante promesse ma nessuno poi le ha mantenute. Non vogliamo che queste promesse vengano fatte solo per le prossime elezioni, vogliamo che qualcuno faccia veramente qualcosa”. 

I membri dell’associazione hanno deciso di non partecipare alla commemorazione del prossimo 23 gennaio per protesta.

“È vergognoso come sono state gestite le cose dalle istituzioni e dagli organi competenti, sono 25 anni che chiediamo attenzione nei confronti di un luogo che per noi vittime è importante” continua Russo.

Sono passati 25 anni da quella terribile tragedia e queste famiglie sono ancora costrette a ricordare al Comune che esiste una cappella commemorativa e che ha bisogno di essere sistemata. È sempre la stessa storia che si ripete ogni anno.

Una eterna battaglia contro le istituzioni che non vogliono ascoltare queste persone che hanno perso i propri cari in un modo orribile, che si sentono completamente abbandonate e che non chiedono altro che rispetto.

ARTICOLO DI CARLOTTA PIETRAFESA

- 21 Gennaio 2021